Come funziona l’Egg Freezing: visite, esami, stimolazione e prelievo ovocitario

Concept per Egg Freezing: ginecologa sorride a una paziente ripresa di spalle

Hai sentito parlare di Egg Freezing, magari hai letto qualcosa online, forse ti sei detta: “Interessante, ma concretamente cosa dovrei fare?”.

È una domanda normalissima. Perché un conto è sapere che la crioconservazione degli ovociti esiste, un altro è capire davvero come funziona il percorso: quali visite servono, quali esami vengono richiesti, quanto dura la stimolazione, cosa succede durante il prelievo ovocitario e chi ti segue nelle diverse fasi. E ”Il Momento Giusto” nasce proprio per rispondere a queste prime domande.

Sul nostro sito puoi già trovare diversi contenuti utili per orientarti: dalle FAQ sulla crioconservazione ovocitaria, alle risposte alle domande più frequenti, fino al video-confronto tra donne che parlano di fertilità femminile. Puoi approfondire anche con gli articoli dedicati alla crioconservazione degli ovociti, per capire cos’è e perché può rappresentare una possibilità da conoscere, e alla fertilità femminile ed età, dove raccontiamo perché il tempo biologico e il tempo della vita reale non sempre coincidono.

Qui facciamo un passo in più: entriamo nel percorso pratico dell’Egg Freezing, con un approccio chiaro, step by step.

Concept per Egg Freezing: close up su una mano che mostr un modello anatomico di organo riproduttivo femminile

Da dove si comincia: il primo colloquio

Il percorso di Egg Freezing inizia con un primo colloquio con uno specialista in medicina della riproduzione o con un ginecologo esperto in fertilità. Questa visita non serve a prendere una decisione immediata, né a “metterti fretta”. Serve piuttosto a capire la tua situazione di partenza e a rispondere alle domande più concrete: perché stai valutando questa possibilità, se hai già fatto esami recenti, com’è il tuo ciclo, se ci sono patologie note, interventi precedenti, familiarità o terapie in corso.

È anche il momento in cui puoi raccontare i tuoi obiettivi personali. Magari oggi non desideri una gravidanza, oppure non sai ancora se la vorrai. Magari vuoi solo capire quali possibilità esistono. Va benissimo così: informarsi non significa iniziare subito un percorso, ma avere strumenti in più per scegliere. Durante il colloquio, lo specialista può spiegarti cosa aspettarti, quali sono i passaggi, quali risultati sono realistici e quali fattori possono influire sulla risposta al trattamento.

Gli esami preliminari: conoscere meglio il punto di partenza

Dopo il primo incontro, possono essere richiesti alcuni esami preliminari, come esami del sangue, valutazioni ormonali, test infettivologici ed ecografie.

Questa fase serve a raccogliere informazioni utili sulla tua salute generale e sulla tua fertilità. Tra i parametri valutati ci sono spesso l’AMH, cioè l’ormone antimulleriano, e la conta dei follicoli antrali, osservata tramite ecografia: due indicatori che aiutano lo specialista a stimare la riserva ovarica.

La riserva ovarica indica, in modo semplice, il patrimonio di follicoli e ovociti presenti nelle ovaie in un determinato momento della vita. Ogni donna nasce con un numero definito di ovociti, che diminuisce progressivamente nel tempo, fino ad esaurirsi con la menopausa.

È importante però ricordare che la riserva ovarica non racconta da sola tutta la fertilità di una donna. Offre informazioni soprattutto sulla quantità potenziale di ovociti disponibili, ma va sempre interpretata insieme ad altri fattori, come età, storia clinica, regolarità del ciclo, eventuali patologie, familiarità e obiettivi personali.

Anche la qualità ovocitaria è centrale: riguarda la capacità di un ovocita di essere fecondato e di dare origine a un embrione sano. È uno degli aspetti più legati all’età, perché con il passare degli anni possono aumentare le alterazioni cromosomiche degli ovociti. Per questo, quando si parla di preservazione della fertilità, l’età al momento del congelamento è un fattore importante.

Concept per Egg Freezing: close up su ventra femminile durante una ecografia

La stimolazione ovarica: cosa succede nella pratica

Se dopo colloquio ed esami il percorso viene confermato, si passa alla stimolazione ovarica controllata. Normalmente, durante un ciclo mestruale, il corpo porta a maturazione un solo ovocita. Con la stimolazione ovarica, invece, vengono utilizzati farmaci ormonali per favorire la crescita di più follicoli nello stesso ciclo. L’obiettivo è ottenere un numero maggiore di ovociti da poter poi prelevare e crioconservare.

Tempi, modalità e indicazioni vengono sempre spiegati nel dettaglio dal team di medicina della riproduzione, che segue il percorso passo dopo passo e adatta il protocollo alla situazione personale di ogni donna.

I monitoraggi: controllare la risposta delle ovaie

Durante il percorso sono previsti monitoraggi ecografici e, quando necessario, controlli ormonali tramite esami del sangue. Questi controlli servono a osservare la crescita dei follicoli e a capire come le ovaie stanno rispondendo alla stimolazione. In base ai risultati, lo specialista può adattare dosaggi, tempi o indicazioni, così da seguire il percorso nel modo più personalizzato possibile.

Anche questa fase viene spiegata e programmata dal team di medicina della riproduzione, che accompagna la donna passo dopo passo fino al momento del prelievo ovocitario.

Il pick-up ovocitario: il prelievo degli ovociti

Quando i follicoli raggiungono una maturazione adeguata, viene programmato il pick-up ovocitario, cioè il prelievo degli ovociti. Il pick-up avviene in ambiente medico ed è una procedura breve e controllata, eseguita da un’équipe specializzata; che spiega in anticipo come si svolge il prelievo, quali indicazioni seguire prima e dopo e cosa aspettarsi nelle ore successive L’obiettivo è rendere ogni passaggio il più chiaro possibile, così da affrontare il percorso con informazioni corrette e aspettative realistiche.

Concept per Crioconservazione Ovociti: prelievo degli ovociti da vetrino

Dopo il prelievo: vitrificazione e conservazione

Dopo il pick-up, gli ovociti vengono valutati in laboratorio. Quelli maturi e idonei vengono congelati attraverso una tecnica chiamata vitrificazione, cioè un congelamento rapido che permette di conservarli a temperature molto basse.

Gli ovociti vitrificati restano conservati in laboratorio fino a quando, eventualmente, si deciderà di utilizzarli. In futuro potranno essere scongelati, fecondati in laboratorio e inseriti in un percorso di procreazione medicalmente assistita.

È importante ricordarlo: l’Egg Freezing non garantisce una gravidanza futura, ma può offrire una possibilità in più. Le probabilità dipendono da diversi fattori, tra cui l’età al momento del congelamento, il numero di ovociti conservati, la qualità ovocitaria e la situazione clinica futura.

Quanto dura il percorso?

La durata può variare da donna a donna, ma il cuore del percorso (stimolazione, monitoraggi e pick-up) si concentra solitamente in un periodo relativamente breve.

Quello che può richiedere più tempo è la fase precedente, ovvero informarsi, scegliere il centro, fare il primo colloquio, completare gli esami, chiarire dubbi e aspettative. Ed è giusto così. La preservazione della fertilità non è una decisione da prendere di corsa. È una scelta personale e medica insieme, che merita ascolto, tempo e un confronto specialistico.

Perché il momento giusto non è uguale per tutte. Ma avere le informazioni giuste può aiutarti a riconoscerlo, quando e se arriverà.

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